“Palermino Palermino sei più bello di Torino.”
Così uno dei personaggi di Lessico Familiare, di Natalia Ginzburg, riassumeva il suo giudizio tra le due pur diversissime città.
Non fatico a credere che fosse vero, anzi. Oggi però non è la prima cosa che vi può venire in mente mettendo il naso fuori dal centro storico (ancora magnifico, per fortuna) e passando accanto ai brutti palazzoni vomitati lì dagli anni ’50 in poi, cresciuti un po’ ovunque, fino a mangiarsi anche gli ultimi centimetri quadri di quella che era la conca d’oro.
Se volete però provare a capire cosa potrebbe essere Palermo, minchiate edilizie permettendo, potete passare una giornata d’Agosto nella riserva naturale di Punta Gallo, fare il bagno in un mare blu e profondo e ricco di pesci
(portarsi gli occhialini, e magari la macchina subacquea) e rosolarsi un po’ al sole, sdraiati sugli scogli scuri. Dopo avere passato la giornata in quell’angolo di paradiso sarete di sicuro un po’ stanchi (ci si può spostare solo a piedi, e da camminare volendo ce n’è un bel po’) probabilmente vi è venuta anche una fame boia.
Un buon modo per porvi rimedio si chiama “Trattoria Antico Posillipo” che sta in Via Plauto 1 a Sferracavallo, Palermo (Tel. 091/534215).
Ci si arriva comodamente in macchina (a Palermo difficile spostarsi altrimenti) e ad accogliervi c’è un altrettanto comodo parcheggio privato (bello grande), custodito da un ragazzone simpatico che vi indicherà dove lasciare il mezzo.
Che dire? Di sicuro Montalbano apprezzerebbe:
A parte la bellezza dell’edificio che ospita la trattoria, molto mediterraneo, non si può non innamorarsi della verandina che affaccia direttamente nello stesso mare blu dove poco fa avete fatto il bagno (verandina poi per modo di dire, perchè sotto ci si sta comodamente in duecento).
Una volta accomodati si riceve poi la splendita notizia dalla proprietaria, (che vi accoglierà cordialmente e un po’ alla buona), che il menù è fisso: ci si evita lo sbattimento di stare a mettere d’accordo una comitiva numerosa, come quella dei Giovedì Ingrasso, e si è costretti a cogliere la possibilità di assaggiare quasi ogni forma vivente che prima avete guardato e fotografato amorevolmente nel mare di cui sopra.
Se ancora non l’avevate capito, alla Trattoria Antico Posillipo si mangia Pesce. Si mangia pesce in quantità industriali. E si beve vino. Si beve vino in quantità industriali. Le bevande, acqua e vino, bianco, niente carta dei vini, sono comprese nel prezzo del menù fisso.
Prezzo che è di 23 euro a cranio!
Avendo già specificato che il vino scorreva a fiumi ed essendo, in aggiunta, io una persona poco dilignte, (ovviamente non ho preso nota delle varie portate, come Laura correttamente consigliava) non ricordo esattamente tutto quello che abbiamo mangiato, ma posso dire con sicurezza che il menù comprende:
10 antipasti
3 primi
1 secondo
1 dolce
Tra i dieci antipasti, che da soli basterebbero a saziare uno squalo affamato, c’erano di sicuro delle sarde alla beccafico, delle ostriche, delle cozze, un’insalata di polipi, dei gamberetti in salsa rosa, alici marinate, una fritturina e degli scampi.
Voto 7,5.
Da segnalare che non hanno la macchinetta del caffè (!), ma a questo si rimedia facilmente: a poca distanza si trova l’ottimo “alla Corte dei Normanni”, locale che meriterebbe una recensione a parte e una nostra seconda e più approfondita visita.
Ciao alla prossima,
Martino
In Sicilia ci siamo passati di corsa, speriamo di poterci tornare presto
E bravo il nostro recensionista! Sono d’accordo con te, soprattutto sulla squisitezza e l’opulenza degli antipasti…e poi: come dimenticare le ottime bottiglie di bianco che danzavano, come una Fracci, sul nostro tavolone imbandito?!
W la panza, al prossimo Giovedi
Delfinogoloso
Ah, il profumo del mare, il sale sulla pelle abbronzata (non ci sono docce alla Riserva, ovviamente), il microclima ideale sotto la verandona, i discorsi sul sud e sul nord e sull’Italia e sul fuori dall’Italia tipo Amsterdam tipo Londra… Ah, che bello il Posillipo e che meravigliosa compagnia.
Pesce buonissimo, ma per me è passato inevitabilmente in secondo piano.
Di sicuro e di positivo c’è che si digerisce molto meglio delle crescentine.
W il sud?
Consigli per gli acquisti: se volete gustare lo Zammù, tipica ma misconosciuta bevanda estiva di Palermo e dintorni, andate al chioschetto nella piazza principale di Sferracavallo!
Mamma di Gianluca: “Non l’ho mai sentito! Che è ‘sto Zammù?”
Gianluca: “Acqua e anice!”
Mamma di Gianluca: “Ah, io lo chiamo acqua e anice!”